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Separazioni e Divorzi

Se stai cercando uno studio legale con pluriennale esperienza in diritto di famiglia, o ancor più se ti stai inerpicando sulla difficile via di una separazione o di un divorzio, è importante che Ti soffermi a leggere questa pagina. Soprattutto se il tuo intento è quello di giungere col minore dispendio di energie ad un accordo che soddisfi tutti gli attori in causa, in particolar modo i tuoi figli.

Di cosa parliamo?

Separazione e divorzio esonerano i coniugi, non più effettivamente uniti, dalle conseguenze del matrimonio. La separazione è propedeutica al divorzio, che rappresenta l’effettiva cessazione civile di ogni vincolo.

La separazione determina la sospensione del rapporto (cessano i doveri di coabitazione e di fedeltà e si scioglie la comunione legale) con conservazione però di alcuni diritti patrimoniali.

  • Quando il coniuge ha diritto al proprio mantenimento?

    In fase di separazione il diritto al mantenimento spetta esclusivamente se il coniuge è economicamente più debole ed è necessario eliminare il divario reddituale.  In tal caso, la sua quantificazione è ispirata al criterio della conservazione del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

    Diversamente, l’assegno di mantenimento del coniuge, nella fase di divorzio, ha recentemente assunto i caratteri di un’obbligazione nascente dal dovere di solidarietà economica. Per tale ragione verrà riconosciuto solo in caso di mancata autosufficienza del coniuge richiedente, ed in una misura limitata a garantire la sua indipendenza economica (prescindendo, dunque, dal criterio del precedente tenore di vita).

    È bene considerare che il coniuge ritenuto responsabile della fine del matrimonio (dichiarazione di addebito) perde il diritto al mantenimento ed anche i diritti successori.

  • Cosa succede ai figli quando i genitori si lasciano?

    A prescindere dai rapporti fra i genitori e dal ruolo di ciascuno nella crisi coniugale, i figli hanno il diritto di conservare il rapporto genitoriale ed il medesimo tenore di vita di cui beneficiavano prima della crisi familiare, e ciò fino al raggiungimento dell’indipendenza economica.

    Sarà necessario disciplinare attentamente la collocazione (collegata al concetto di residenza) e l’affidamento dei figli (concetto relativo all’esercizio della responsabilità genitoriale).

    La collocazione del figlio potrà essere prevalente (vivrà con uno dei due genitori, con diritto di visita del genitore non convivente), alternata (vivrà per pari tempi a casa della madre e del padre) o invariata (resterà nella casa coniugale e saranno i genitori ad alternarsi).

    Per l’affidamento dei figli la scelta preferenziale è l’affidamento condiviso che permette ai genitori di esercitare congiuntamente la loro responsabilità genitoriale.

  • E se volessi l’affidamento esclusivo?

    L’affidamento esclusivo è un concetto residuale, che viene posto in essere solo quando l’affidamento condiviso è contrario all’interesse del figlio (per es. quando uno dei genitori si disinteressa o non adempie all’obbligo di mantenimento o non ha relazioni adeguate col figlio).

    L’obbligo dei genitori di contribuire al mantenimento, all’educazione, all’istruzione, all’assistenza morale dei figli permane a prescindere da legami sentimentali o giuridici fra i genitori.

    Quindi ciascun genitore contribuirà al mantenimento dei figli in misura e modalità proporzionale al proprio reddito da determinare considerando i seguenti parametri:

    • i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
    • le risorse economiche di entrambi i genitori;
    • le attuali esigenze del figlio;
    • il tenore di vita goduto dai figli in costanza di convivenza con entrambi i genitori;
    • la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

    Naturalmente nella quantificazione del contributo al mantenimento si dovrà considerare l’assegnazione gratuita della casa coniugale di cui normalmente beneficia il genitore collocatario dei figli.

Siamo qui per te

Ecco come possiamo aiutarti.

Come procedere ed a chi rivolgersi?

In primo luogo è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti della materia.

È certamente preferibile procedere in modo congiunto se i coniugi concordano sulla modalità di gestione della famiglia e sulla regolamentazione dei rapporti patrimoniali e non patrimoniali, in quanto la modalità consensuale permette di ridurre costi e tempi di procedura.

In ipotesi di risoluzione concordata della crisi coniugale sarà possibile ricorrere anche ad un metodo nuovo più semplice e veloce: la negoziazione assistita.

Solo se residuano aspetti controversi che non riescono ad essere appianati fra i coniugi in una fase di trattativa stragiudiziale allora sarà necessario devolvere la decisione ad un giudice.

Cosa ci serve, cosa dobbiamo sapere per difenderti?

Se vuoi contattarci ed esporci il tuo caso, ti basterà compilare il modulo in fondo alla pagina e ti risponderemo entro 24 ore.

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